Un amore a prova di mondiali

Nel 1998 Gigi Di Biagio tira un rigore contro la traversa. Non è un rigore qualsiasi, ma quello che elimina l’Italia dai mondiali di Francia, proprio contro i padroni di casa. Una favola finita troppo presto, quella di Maldini e compagni. In quello stesso anno inizia a essere scritta un’altra storia, quella di Simone e Alessandra. Conclusa presto anche quella: i due, poco più che bambini, si piacciono, si mettono insieme e si lasciano. Al mondiale successivo, però, sono di nuovo insieme. L’Italia viene eliminata dalla Corea e soprattutto da un arbitraggio scandaloso. Il giorno dopo, Simone ha la prima prova dell’esame di maturità, che affronta col morale a pezzi per colpa dell’arbitro Byron Moreno ma soprattutto per via di Alessandra, che l’ha mollato la sera stessa. Un doppio dramma nel giro di poche ore. Arriva il 2006: stavolta i rigori ci sorridono, ed è la Francia a piangere dopo il sinistro di Fabio Grosso. Simone e Alessandra festeggiano la vittoria del mondiale, ma ciascuno per conto suo. Quattro anni dopo, invece, è l’anno della disfatta della spedizione azzurra in Sudafrica (colonna sonora: Waka-waka di Shakira, e il terribile ronzio delle vuvuzela). Pareggiamo contro Paraguay e Nuova Zelanda, prendendo poi tre scoppole dalla non irresistibile Slovacchia: brutti tempi, ma almeno all’epoca ai mondiali ci qualificavamo. È il Lippi-bis, nonché il Simone-Alessandra-tris, perché tornano di nuovo insieme. I due – lei educatrice di nido, lui fotografo – si sono sposati due sabati fa. Altro anno mondiale, ovviamente. E la Corea del Sud, stavolta, ha fatto male alla Germania: senza neppure un Byron Moreno tra le scatole, l’ha battuta 2-0, condannandola all’ultimo posto nel girone nel quale si era presentata da favorita. Così, su Facebook, Simone ha scritto: “Sono sicuro che là fuori c’è un giovane tifoso tedesco che ha appena finito di vedere la partita e che sta per essere mollato dalla sua ragazza, il giorno prima della maturità! Tranquillo ciofane, fra 20 anni la sposerai!”. Ma Simon e Alexandra (di Monaco o Dortmund, fate voi) lo scopriranno, per l’appunto, solo ai mondiali del 2038. Chissà se ci saremo qualificati. Intanto buon cammino, ragazzi, di cuore.